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Nel
Karuna Reiki® (come nel Reiki tradizionale) l’operatore canalizza
l’energia universale e la convoglia nel corpo della persona trattata.
Questa “ricarica” serve a bilanciare e ottimizzare il flusso
energetico individuale, creando le premesse per la guarigione e per il
benessere.
Contrariamente al pranoterapeuta, che sfrutta la propria energia personale
per dare beneficio al paziente, il reikista non è coinvolto direttamente
nello scambio energetico, ma è solo un trait-d’union: questo
gli evita di assorbire le disarmonie e gli squilibri altrui durante il
trattamento e di trasmettere, eventualmente, i propri.
L’operatore Reiki si serve di tecniche precise, che impara in un
percorso di formazione caratterizzato da gradi di apprendimento successivi:
si tratta di una sorta di “iniziazione”, in cui l’aspirante
reikista entra in contatto con l’energia universale, si armonizza
con questa e comincia a poterne disporre consapevolmente, trasmettendola
con amore a chi ne ha bisogno.
Il mezzo più semplice di cui si serve l’operatore per canalizzare
l’energia durante un trattamento di Karuna Reiki Karuna Reiki®
(o di Reiki) è l’imposizione delle mani: di solito egli sfiora
varie parti del corpo della persona, tenendo le mani “a coppetta”
con le dita vicine fra loro, e attiva così il passaggio energetico.
Tuttavia esiste anche la possibilità di veicolare l’energia
usando le mani in modo meno “canonico”, ad esempio sfiorando
solo con un dito chi subisce il trattamento, oppure tenendo i palmi e
le dita aperte e sospese al di sopra del corpo (o di una sua parte): anche
se manca il contatto, infatti, la trasmissione energetica si verifica
ed è efficace.
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